Sindarìn
III Pilastro Intermesoli
Luca Grazzini, Germana Maiolatesi
7 Giugno 1987
230 m D+
Bella via logica su roccia a tratti buona con difficoltà non elevate. Risale in ambiente isolato il poco frequentato versante Sud del III pilastro.
Accesso al III pilastro:
Il punto di partenza consigliabile per raggiungere i vari settori d'arrampicata del Pizzo Itermesoli è da Prati di Tivo. Giunti al piazzale di Prati di Tivo si prosegue a destra lungo la strada asfaltata per un centinaio di metri incontrando sulla sinistra una sterrata bloccata da una sbarra. La sterrata conduce verso le cascate del Rio Arno e la val Maone. Per raggiungere il III pilastro bisogna proseguire lungo la val Maone. Dopo il secondo boschetto si lascia il sentiero per risalire a destra il pendio che porta verso il canale Jacobucci e la base del pilastro (circa 2 ore da Prati di Tivo).
Attacco:
Portarsi all’estrema sinistra del III pilastro verso il canale Jacubucci e si sale per ghiaia. Oltrepassare di un breve tratto l’attacco della via Amighetti, fin sotto un evidente diedro. Risalire per breve cenge fino all’estrema destra della base del diedro, dove si trova in corrispondenza di una placca la sosta su 2 chiodi da unire.
L1. Portarsi sotto al diedro per facile rampa e risalirlo fin sotto uno strapiombo formato da massi instabile. Sosta su chodi da rinforzare. 2 Chiodi 35 m IV.
L2. Superare lo strapiombo e continuare sulla rampa fino a intercettare un enorme cengia che si percorre obliquando a destra fino alla base di una placca grigia. Sosta su chiodi. 40 m V.
L3. Salire a destra della sosta per 2 metri e percorrere l’evidente rampa che va a sinistra fino a una fessura (attenzione a non sostare sul cordino e clessidra), superarla e continuare dritti fino a trovare la sosta (chiodi non collegati) sulla destra della parete (sosta difficile da vedere, non andate a sinistra). 35 m IV.
L4. Dalla sosta in leggera salita andare verso sinistra per cenge e roccia fino alla base di uno sperone. 40 m IV.
L5. Si sale dritti a una placca che si supera tramite una piccola rampa che va verso sinistra. Si prosegue lungo uno spigolo di buona roccia sulla sinistra di una zona erbosa e si sosta al termine (cordino su masso). 45 m IV+.
*L6. Si sale su belle rocce fin sotto una placca grigia, di cui si percorre lo spigolo a destra fino alla cresta. 40 m IV+. Da qui si può proseguire con la cresta della via Amighetti fino alla fine del III pilastro.
Discesa:
Per una comoda discesa in doppia (4 calate) su soste attrezzate a fix bisogna evitare il tiro L6. Quindi, dalla sosta sul masso di L5, traversare su cengia erbosa a destra fino alla cresta, dove dietro di essa e 3 metri più in basso vi è la sosta dell’ultimo tiro della via La Banda dei Miracoli.
Dalla sosta di L1
Giovanni in sosta di L2
Silvia in partenza per L3
Silvia arriva in sosta su L4
Giovanni su L5
Sosta di L5
Uscita a destra su cengia erbosa per le calate della via La Banda dei Miracoli